Verità del confine
  • Una storia non esiste se non viene raccontata...

    A cura di Nino Fezza
  • 16.1.13
    Filippine, un paese molto lontano dal mondo occidentale, un paese di cui non si parla mai se non per qualche colpo di stato che porta al governo questo o quel gruppo di militari, perchè di questo si tratta, i governi si alternano ma la musica non cambia, sono sempre giunte miltari che si alternano al potere.

    Quando ci sono governi militari la democrazia e la libertà sono parole prive di senso. Manila, la capitale, è una grande città, una città come tante altre nel mondo: zone residenziali con ville circondate da alte mura che garantiscono la privacy, la city, grattacieli che ospitano uffici di aziende nazionali e multinazionali, e poi la città, quella vera, quella della gente. Man mano che ci si allontana dal cuore pulsante della città, le abitazioni si fanno più fatiscenti e più abbandonate a se stesse. Le strade pullulano di gente, migliaia e migliaia di negozi piccoli, sporchi, che vendono di tutto, dall'elettonica al cibo. E poi ragazze, tantissime ragazze di tutte le età che riempiono le strade: di giorno sembra che stiano lì per passeggiare e parlare con le amiche, ma appena arriva il tramonto cominciano il loro lavoro di prostitute. Sono lì, per strada, davanti ai bar ad adescare clienti, e di clienti ce ne sono tanti, sia locali che occidentali: è un modo per sopravvivere in un paese povero. E poi viene la notte, man mano le strade si spopolano, la gente rientra nelle case, almeno chi è fortunato e ne ha una, perchè a Manila sono migliaia e migliaia le persone che dormono per strada, famiglie intere, non posseggono nulla, pochi stracci, un paio di pentole e qualche cartone da usare come coperta. Se attraversi le strade della città di notte è un interminabile calvario di gente che dorme per strada, giovani, vecchi donne, bambini, che si raccolgono in gruppetti per sentirsi più sicuri. La poca polizia che gira finge di non vedere. Poi ci sono quelli che chiamano uomini-pipistrello: hanno costruito dei ricoveri di fortuna appesi ai ponti e vivono in queste piccolissime "scatole appese" come se fossero pipistrelli.

    Un altro spettacolo incredibile è vedere persone che attraversano il fiume su pezzi di legno non più grandi di un metro quadrato remando con le mani o con piccoli pezzi di legno. Chiamarlo fiume è un eufemismo, perchè in realtà è un immenso corso di spazzatura e liquami maleodoranti che attraversano la città. E poi si arriva a HAPPYLAND. Mezzo milione di abitanti, un quartiere di Manila. Happyland è una enorme discarica a cielo aperto dentro la quale vivono migliaia di famiglie che hanno fatto di quell'immondezzaio la loro casa e la loro unica fonte di sostentamento. Il caldo è infernale, intorno ai quarantacinque gradi all'ombra, l'umidità sfiora il cento per cento, l'odore che esce dai miasmi liquidi e solidi ti prendo lo stomaco, all'inizio sei preso da continui conati di vomito tanto l'odore è nauseabondo. Gli abitanti di Happyland passano il loro tempo a raccogliere e selezionare spazzatura, e poi fanno interminabili file per vendere il vendibile, ferro, rame, bottiglie e quanto altro ha un minimo valore commerciale; gli stracci per esempio sono un buon business, ma bisogna essere giovani e forti per trasportare enormi balle di stracci sulla testa.

    E' diventata una specie di città, ci sono strade, negozietti, e le abitazioni si sviluppano in mezzo a viuzze strettissime. Niente acqua corrente, niente elettricità, ci si lava con i secchi e si illumina con torce elettriche o piccoli fuochi. Le abitazioni sono baracche di circa dieci o dodici metri quadrati senza pavimento, mentre pareti e tetto sono di lamiera ondulina molto spesso arruginita, che di giorno trasforma l'ambiente in un forno e di notte in un frigorifero. Eppure Happyland è piena di vita, gente che cammina carica di di balle di stracci, ferri vecchi, gli oggetti più improbabili, ed i bambini partecipano a questa raccolta e selezione continua, li vedi passare veloci da una montagna di spazzatura all'altra racuperando piccoli oggetti da vendere, sono sporchi, puzzano, ma sono felici, ridono scherzano e giocano tra di loro come tutti i bambini del mondo. Happyland per molti mesi l'anno si trasforma in una immensa palude a causa delle piogge intense e frequenti, in queste acque i bambini fanno il bagno per rinfrescarsi, ma spesso devono dividersi gli spazi con i topi grandi come gatti, e spesso vengono morsi e muoiono di leptospirosi.

    Questa è Happyland, un inferno nel cuore di Manila, la capitale delle Filippine.

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